domenica 25 settembre 2016

La Natura e il sistema scolastico_ riflessioni dopo un anno di laboratori nelle scuole

Dopo aver girato diversi istituti scolastici mi piacerebbe condividere ora, oltre alle attività proposte, le riflessioni nate dopo un anno di laboratorio con i bambini legato al progetto "Albero Custode, Custode degli alberi".

Ho avvertito un latente senso di malessere, tra corpo docente, personale di servizio, e genitori, di cui i bambini, ovviamente, fanno le spese.
Purtroppo ormai il sistema scolastico, fatte alcune eccezioni, è perlopiù obsoleto; molti insegnanti centrano la propria attività nella lezione frontale, con l'obiettivo del trasferimento di contenuti. Contenuti che quasi mai si ancorano all'esperienza ed al vissuto del bambino e dunque difficilmente si trasformano in competenze e risorse.
Se una volta la cultura era uno strumento indispensabile per l'emancipazione, ora la maggior parte delle informazioni è facilmente reperibile, un insegnante che non sia sufficientemente motivato, per i motivi più leciti e disparati,  o manchi di passione è facilmente sostituibile da un webinar, un documentario, un'applicazione, un gioco interattivo etc.
Quello di cui c'è veramente bisogno, compito che la scuola potrebbe assolvere egregiamente, se solo cambiasse rotta, è coltivare la capacità di ascolto e le relazioni, investire nella ricerca dei talenti, delle specificità ( vista anche la massiccia presenza di studenti stranieri) smettendola di voler omologare tutti.
Oggi i bambini sono sempre più individualisti, sempre più soli, anche perché il contesto è cambiato, gli spazi di socializzazione dove passare il tempo libero, e non solo quelli naturali, si sono sempre più ristretti. Molti bambini passano le loro giornate soli, alla play station, o in giro a fare attività strutturate dove l'adulto è sempre una presenza “ingombrante”, spesso direttiva, raramente in ascolto.
Mi è capitato di vedere bambini che, se lasciati liberi in un ambiente naturale, non sono capaci di organizzarsi per fare un gioco; queste capacità di confronto e di negoziazione si stanno perdendo con la perdita del gioco libero.
Che adulti saranno, solo autoreferenziati? Che democrazia potranno portare avanti?

Nonostante la mia inesperienza, con il mio progetto ho potuto vedere le grandi possibilità date dal portare i bambini in aria aperta. Un bambino straniero, A., da poco arrivato in italia, che non parlava l'italiano, con un vissuto problematico, mandato nel mio gruppo perché uscivamo nel prato, finalmente, per la prima volta da che frequentava la scuola, ha riso, ha interagito con gli altri bambini, si è pure riuscito a spiegare in un gioco di mimi ed ha perfettamente compreso la mia sofferenza di quel giorno (avevo raccontato loro di aver pianto quella mattina perché due querce gemelle molto vecchie che io amavo andare a salutare, e che con il mio progetto alla lunga speravo di riuscire a tutelare, erano state abbattute).
Purtroppo non ho il suo disegno (A. non era nella classe delle maestre con cui collaboravo) ma ricordo bene che aveva disegnato un uomo che abbatteva un albero con la sega elettrica e di aver scritto la parola AIUTO.

Un altro bambino nel disegnarmi l'albero che aveva incontrato nella visualizzazione ha fatto un cespuglio di soli rami nel deserto, in compagnia della luna. Di quell'albero la cosa che più lo aveva colpito era la forza, nonostante la solitudine. Quel bambino, mi è stato raccontato poi, aveva perso la mamma.

Sono certa che, ad aver avuto il tempo, ognuno di quei 200 disegni di alberi che mi sono scansionata per portarli a casa avrebbe avuto una storia da raccontare.

Un'altra cosa che manca ai bambini, ma non se ne rendono conto, è di essere ascoltati, nel loro vissuto e nelle loro emozioni. Sono circondati da adulti inconsapevoli delle proprie emozioni, sempre di fretta.
La scuola potrebbe impegnarsi anche in questo.

Ultima cosa, sembra stupida ma non lo è, la maggior parte degli insegnanti è centrata sulla sfera “razionale” ed ha perso completamente di vista la consapevolezza corporea e quella emotiva.
Non si può pretendere l'attenzione dei bambini se devono stare 5 ore in una classe in cui non viene mai cambiata l'aria sempre seduti al banco. Ormai non escono neppure in corridoio durante la ricreazione !!! Questa è la sorte che tocca alle mie due bimbe ed io ci soffro.
Anche per questo gli insegnanti andrebbero introdotti alla pratica della consapevolezza e dell'ascolto profondo.

Il sistema scolastico, frutto del nostro tempo incapace di sosta e di ascolto, rischia di far crescere degli adulti “dissociati”: dissociati dalla natura, dissociati dal proprio corpo, dissociati dai propri bisogni ed emozioni, incapaci di capirsi e quindi di capire e di andare incontro all'altro...

Eppure, pensando al disegno di quei due ragazzini, ritrovo la speranza, nonostante tutto questi bimbi sono "grandi anim !")

lunedì 15 febbraio 2016

IL giardino incantato dell'Elfo Silensciò


Ieri, nel cuore della notte, ho fatto un sogno strano... mi è venuto incontro uno strano personaggio, indossava una calzamaglia e una camiciola azzurra, aveva dei pantaloncini verdi, delle buffe scarpe marroni a punta ed un cappellino azzurro con un campanellino di bronzo al posto del pompon.
Mi ha detto, senza troppi convenvoli: <ho sentito  che vuoi riportare i bambini in natura...>
< SI> gli ho risposto io, un pò confusa (chi è mai questo qui?, pensavo)
<pensi che siano pronti per entrare nel giardino incantato?>  mi ha chiesto
ed io, che sono un pò imbranatella, invece di rispondergli <certo che lo sono !!!> presa veramente alla sprovvista ho balbettato < il giardino incantato ???! e cos è? dove si trova?>
Lui, senza neanche degnarsi di rispondermi, ha detto risoluto < guarda che se vogliono entrare nel giardino incantato devono ben prepararsi !!!>
Io lo guardavo confusa e interdetta.
<E per prepararsi c'è un bel gioco che noi facciamo per allenarci. Allora vuoi che te lo insegni?>
noi?  bhò, lo guardavo sempre più  confusa
< E allora?> ha detto lui
< certo certo> ho risposto io
Allora quello strano esserino si è messo ad intonare e a ballare una buffa danza e ha preteso che  lo facessi anch'io. Ad un certo punto non ce l'ho più fatta e mentre imitavo il suo ballo strampalato sono scoppiata a ridere.
<Guarda che è una cosa seria> mi ha detto offeso < vuoi o noi vuoi che questi bambini possano entrare nel giardino incantato?>
<Si, Si, scusami > gli ho risposto imbarazzata.
< su, fai come me; perchè finchè non capirete il senso di questa danza e di questo ballo non sarete pronti>.
Alla fine, a furia di provarla e riprovarla, ho davvero capito il messaggio di questa danza; chi l'avrebbe mai detto !!!

Il testo della filastrocca faceva all'incirca così:

nel giardino incantato c'è l'elfo Silensciò
E A O, 
E O
e Silesciò, 
e scià e sciò
e Silesciò,
 e scià e sciò
Batti i piedi 
Batti i piedi 
Batti batti batti i piedi  
Batti i piedi 
Batti i piedi 
Batti i piedi
BUM

La canzoncina si canta in cerchio
al BUM l'elfo dentro il cerchio indica con la sua bacchetta magica uno dei bambini  e lo invita ad entrare nel cerchio e ad imitare un animale. 
Gli altri bambini devon indovinare di che animale si tratta, 
se indovinano tutti imitano l'animale in questione, 
poi si ricanta la canzoncina e sarà il bambino dentro il cerchio a scegliere quale compagno dovrà fare l'imitazione la volta successiva.


Nel giardino incantato c'è l'elfo Silensciò
Tenendosi per mano si gira in cerchio
E eee
Fermi, braccia alzate, a squadra
A aaaa
Fermi, gambe unite, braccia a perte vs il basso
O,
Fermi, chiudere le braccia formando un cerchio sulla pancia
E
Fermi, braccia alzate, a squadra
O
Fermi, chiudere le braccia formando un cerchio sulla pancia
e Silesciò
Passo a dx, mano sopra la bocca SCCC
e scià
Fermi, Fare con le braccia onda vs dx
e sciò
Fermi, Fare con le braccia onda vs sx
e Silesciò,
Passo a sx, mano sopra la bocca SCCC
e scià
Fermi, Fare con le braccia onda vs sx
e sciò
Fermi, Fare con le braccia onda vs dx
Batti i piedi, Batti i piedi, Batti batti batti i piedi
Battere i piedi sul posto
Batti i piedi, Batti i piedi, Batti i piedi
Saltellare a piè pari sul posto
BUM
Cadere a terra o accucciarsi a terra




giovedì 11 febbraio 2016

3. SCHEDA E ATTIVITA' PER FISSARE L'INCONTRO VIRTUALE CON L'ALBERO

A visualizzazione ultimata ogni bambino viene invitato a disegnare l'albero che ha incontrato e poi (ma solo dopo il disegno, perchè prima si lavora con l'aspetto analogico e poi con quello razionale), a rispondere alle domande che seguono (questo lavoro può anche essere dato come compito a casa).

Infine i bambini, a coppie, vengono invitati ad appartarsi e a raccontarsi l'un l'altro la loro esperienza.

L'attività si conclude con un cerchio finale di condivisione e di feedback (chiedendo loro com è stato l'incontro con l'albero e anche lo scambio con il compagno).


Domande relative alla scheda
  1. dove è nato il tuo albero?
  2. com'è la terra?
  3. come sono le sue radici?
  4. com'è il cielo?
  5. che forma ha l'albero che hai incontrato?
  6. com'è il tronco? quanto è grande? quanto è alto? ci sono ferite nella corteccia?
  7. è in compagnia di qualcuno ?
  8. si prendi cura di qualcuno?
  9. come sono, se ci sono, le sua foglie?
  10. come sono se ci sono, i suoi fiori?
  11. come sono se ci sono, i  suoi frutti ?
  12. Sai per caso di quale specie di albero si tratta (es quercia, pioppo, etc)?
  13. ora dai un soprannome al tuo albero
  14. se ci riesci disegna un simbolo, qualcosa che ti ricordi il tuo albero
  15. scrivi la caratteristica del tuo albero che ti ha più colpito

domenica 7 febbraio 2016

2. L'ALBERO CHE SONO E IL MIO ALBERO CUSTODE

E tu, che albero sei?

Vediamo se insieme riusciamo a scoprire a quale albero potresti assomigliare...

… muovendoci  con il corpo e tenendo possibilmente gli occhi chiusi, proviamo ad immaginare cosa vuol dire essere un albero,

Ogni volta che c'è qualcosa da fare sentirai il suono del Triangolo (TIN). Farò tante domande, ma tu non  rispondere, solo, in silenzio, continua ad immaginare ...


Ranicchiati ora, sei un piccolo semino caduto sulla terra.

Come sei arrivato fin qui? Ti ha lasciato cadere un uccellino, ti ha trasportato il vento? Su che terra sei finito? È soffice, morbida, profonda o dura e sassosa, … ??? senti ora la terra intorno a te e prova ad allungare le tue radici. TIN Muovi i piedi e le dita dei piedi e tocca con i piedi intorno a te. Cosa senti? Da questa terra arriva il tuo cibo, il tuo nutrimento che ti fa crescere forte e sicuro.

Come sono queste radici' sono tante o poche, lunghe o corte, se ne stanno in superficie o arrivano in profondità? o magari si tratta di una sola, potente radice .?

Meraviglia !!! a mano a mano che prendi forza ti apri verso la vita, e germogli, si vedono ora delle piccole foglioline sbucare dal seme. Comincia ora con il tuo corpo ad alzarti verso il cielo. Raddrizzati in piedi TIN.

Questo piccolo alberello con tempo si fa sempre più robusto, il fusto sempre più grande. Il tuo tronco ora com'è? Si estende dritto verso il cielo o è incurvato, dove pende? Da che parte splende il sole? Da che parte senti il calore dei suoi raggi e vedi la sua luce?

A mano a mano che cresce la tua forza metti su i rami; TIN allarga ora le braccia ed apriti alla relazione con il mondo.

Su questi rami spuntano sempre più foglie, comincia il tuo lavoro per vivere e per dar da vivere a tutte le altre creature della terra. Se tu non producessi ossigeno per noi la vita sulla terra diventerebbe sempre più soffocante. TIN Muovi le dita della tua mano come foglie che ondeggiano al vento , che vibrano alla luce del sole, assorbi aria e acqua per trasformarla nella dolcezza dello zucchero che nutre.

Adesso arriva anche una piccola raffica di vento birichino, TIN muovi anche il resto del tuo corpo e ondeggia spinto dal vento

E con l'arrivo della primavera arrivano anche i primi fiori: con la maturità arriva una sapienza antica ma sempre nuova che ti riempie e che tu lasci in dono ed in eredità al mondo, il tuo frutto ed i tuoi semi che son caduti sono come una danza o una canzone che sempre si rinnova e ricomincia.

Adesso fai un passo indietro, immagina che l'albero che sei si possa staccare da te in modo da averlo davanti e poterlo ora vedere.
Osservati con attenzione.
Entra in contatto con lo spirito del tuo albero, aprigli il cuore, cerca di cogliere la caratteristica che rende unica, bella, gioiosa la sua vita, poi chiedigli il permesso e abbraccialo.
Respira con lui.


Ora fai finta di scattare una foto all'albero che sei ora. Porta questa immagine nel tuo cuore e lentamente lasciala sfuocare, come brina che evapora al sole del mattino.

Quando te la senti fai qualche respiro profondo e riapri gli occhi, mantenendo però il silenzio e la concentrazione nel tuo centro, perché c'è ancora un'attività importante da fare.

1. Visualizzazione: PAESAGGI ARBOREI

Premessa: questa è una fiaba da ascoltare ad occhi chiusi,
mentre io racconto voi immaginate quello che descrivo,
e poi, ... se ci riuscite ... provate a riconoscere di quale albero si tratta :-)
         PS. alcune possibili risposte sono alla fine della pagina, se te ne vengono in mente altre fammelo sapere, mi raccomando !

Sono tanti gli alberi in natura, tanti quante gli uomini che popolano la terra,
                                                                                                                             forse anche di più..

Ci sono alberi che amano stare da soli, tanto in alto dove arrivano solo le aquile, e pur di fare questo sono disposti a crescere magari sui burroni. Le loro radici si fanno strada con grande forza, a volte anche con fatica, in mezzo ai sassi. Questi alberi sono anche disposti a rimanere piccoli, magari strisciano pure rasoterra e si lasciano colpire dalla forza del vento, pur di poter ogni giorno ammirare il cielo di un blu così intenso che nessun altro riesce a vedere. (1)

Ci sono alberi che non amano stare vicino ai propri simili, sono imponenti, se ne stanno lì dritti, ben visibili, in mezzo alla radura; i loro rami si aprono nello spazio ed accolgono tutti gli animaletti che cercano casa o riparo. Sono i custodi del territorio, raccolgono memorie antiche; alcune, forse, non si possono neppure raccontare .(2)

Ci sono alberi che usano le loro spine per farsi strada nella vita, ma con le loro radici arricchiscono il terreno di sostanze nutrienti che sono cibo per gli altri esseri viventi. (3)

Ci sono alberi che amano la compagnia, si fanno stretti stretti, vicini vicini e si scambiano chiacchere e confidenze. (4)

Ci sono alberi che amano stare vicino ai corsi d'acqua; amano ascoltare le storie che l'acqua, eterna viaggiatrice, ha raccolto in giro per il mondo e che racconta con i suoi sussurri. (5) 

Alcuni alberi sono alti come antenne ed ascoltano i messaggi del cielo (6)

altri invece si allargano ad accogliere i bisbiglii di ogni più piccola creatura della terra  (7).
 
Ci sono alberi che rimangono sempre svegli, vigili e attenti  (8),
altri che d'inverno si riposano dopo essersi spogliati delle loro foglie , in attesa dell'arrivo della nuova primavera (9).

Ci sono alberi che si riempiono di fiori vistosi, e profumati (10)
ed altri invece che preferiscono essere poco appariscenti e cercano di non farsi vedere (11)

Ci sono alberi giovani, che crescono all'ombra di altri alberi per cercarne conforto e sicurezza, alberi adulti e alberi vecchi, magari secolari.

Alberi da legna (12) , alberi da fuoco (13), alberi da frutto (14), alberi medicinali (15), … alberi buoni per fare strumenti musicali (16).

(1) pino mugo, ...
(2) querce, pioppi
(3) robinia, maggiociondolo, ...
(4)...
(5) salice bianco, ...
(6) pini, abeti, larici 
(7) pioppi, olmo, ontano 
(8) conifere
(9) latifoglie
(10) magnolie, tigli
(11) ... 
(12) faggio
(13) faggio
(14) meli; peri; peschi; albicocchi; susini; pruni, cachi, noci, noccioli; mandorli, 
(15) salice
(16) abete rosso, acero, melo, pero, ebano